People@Motodays – Tanto si parla (e parliamo..) della sicurezza stradale, delle due ruote in sicurezza e delle nuove tecnologie a cui le case di produzione si avvicinano ogni giorno a passi da gigante. Ma non sempre l’applicazione pratica è così semplice. Siamo venuti difatti a conoscenza, tramite un interessante articolo scovato su repubblica.it, che la Commissione Europea avanza una proposta per una nuova procedura di omologazione UE per i motocicli che prevede l’obbligo del dispositivo Abs sulle moto con cilindrata superiore ai 125cc. Riduzione delle emissioni responsabili dell’inquinamento atmosferico e innalzamento dei livelli di sicurezza sono gli obiettivi perseguiti con maggior tenacia dalle nuove norme sviluppate in ambito comunitario per quanto riguarda il comparto delle due ruote a motore.
Una battaglia che oltre a rendere più pulita l’aria che respiriamo dovrebbe contribuire a ridurre il numero degli incidenti che coinvolgono i motociclisti.
Qualche dubbio però sull’efficacia delle soluzioni prospettate dalla Commissione in materia di nuove omologazioni arriva dall’Associazione Europea Costruttori Motocicli: “Per il momento abbiamo parecchie perplessità. Siamo d’accordo sul principio di dover ridurre le emissioni (dal 2005 esistono proposte dell’industria in tal senso) e di contribuire alla sicurezza con l’adozione di sistemi di frenata avanzata obbligatori. Tuttavia rileviamo che gli obiettivi del legislatore lasciano poco tempo all’industria per adattare la produzione in un momento in cui tutto il settore sta accusando gli effetti della crisi economica. L’obbligatorietà di Abs su motocicli superiori ai 125cc non sembra realistica per quanto riguarda la data (2017). Ma l’obiezione non è relativa al principio di migliorare la sicurezza. Da anni siamo impegnati con iniziative volontarie in questo senso. Tanto è vero che l’obbligo del faro automatico deriva da un’iniziativa Acem“.
Secondo l’associazione a rimetterci alla fine potrebbero essere le “tasche” i consumatori: “Temiamo che l’approccio della Commissione sia lo stesso adottato per l’automobile. Purtroppo nel nostro caso le risorse a disposizione sono considerevolmente inferiori e il mercato rischia di non assorbire prodotti che aumenteranno inevitabilmente di prezzo. I motocicli di domani, secondo la Commissione Europea saranno dunque meno inquinanti, più tecnologici ma anche più cari. E addio al vecchio Ciao a 2 tempi, che verrà rimpiazzato da quello elettrico. E più caro. Pensiamo che data la crisi la competitività, accanto a sicurezza e ambiente, avrebbe dovuto rappresentare parte integrante della regolamentazione. Invece la Commissione sembra non essersene eccessivamente preoccupata nonostante i ripetuti gridi di allarme dell’industria“.
Un tema quindi, quello della nuova normativa UE, estremamente importante, e che sarà affrontato dall’Acem il occasione dell’Eicma, il salone delle due ruote di Milano, nell’ambito di un workshop che si svolgerà il prossimo 2 novembre alle ore 14,30 con i rappresentanti dei ministeri europei. Nel corso dell’incontro l’Associazione dei costruttori europei esporrà la propria posizione dettagliata riguardo alla nuova regolamentazione EU.
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